Hobby…

“Non fa niente. Anzi credo che sia tu che io dobbiamo tirare fuori ancora di più la cosa che abbiamo chiuse dentro. Perciò se devi sfogare le tue emozioni con qualcuno, preferirei che lo facessi con me. Servirà a capirci meglio tutt’e due.”
“E se tu mi capissi, questo a cosa porterebbe?”
“Non è questo il punto”, dissi, “non è una questione di “a cosa porterebbe”. Nel mondo ci sono persone che amano sapere tutto sulla tabelle orarie, e passano intere giornate a confrontarle. O gente a cui piace fare costruzioni coi fiammiferi, capace di costruire navi di un metro fatte tutte di fiammiferi. Allora che c’è di strano se nel mondo c’è uno che è interessato a capire te?”
“Come una specie di hobby?” disse Naoko perplessa.
“Se vuoi puoi chiamarlo così. Persone meno fantasiose lo chiamerebbero affetto, amicizia. Però se tu vuoi chiamarlo hobby, non c’è niente di male.”

da “Norwegian wood Tokyo Blues” Murakami Haruki

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oggi… un anno fa

Il 22 aprile ’09 sono entrata in ospedale con la mia bimba di otto anni, una bambina sana, che non aveva mai avuto nemmeno un raffreddore, improvvisamente ha cominciato ad accusare “bruciore” alle mani e soprattutto ai piedi… tanto da non farla dormire durante la notte. Questi sintomi che sono comparsi tre giorni prima del ricovero, si sono fatti di giorno in giorno sempre più importanti, così da costringerci, dopo aver visto due pediatri a rivolgerci al prontossocorso dell’ ospedale locale.

E’ stato l’inizio di un autentico incubo: da un giorno all’altro la vita si è capovolta. Siamo uscite pensando di avere una cura e di tornare subito a casa, siamo rimaste ricoverate per 70 gg. passando dal nostro piccolo ospedale di provincia ad uno dei più rinomati ospedali pediatrici italiani. Ma la cosa che, ripensando a quei momenti, mi toglie il respiro è la sofferenza di mia figlia: le urla di dolore, i due mesi passati ad essere imbottita di farmaci senza avere alcun sollievo; i lamenti di notte quando mi diceva: “Mamma…. un dolore atroce….”, la pena nel vedere una bimba inchiodata ad una sedia a rotelle con piedi e mani nel ghiaccio….

Ora tutto è passato e tutti ci auguriamo che la cosa non si ripeta mai più… anche se sulle cause e sulle cure ci sono solo degli interrogativi. In questi giorni sono terrorizzata che la cosa si possa ripetere, ma nel contempo vivo con un rinnovato entusiasmo ogni minuto della mia giornata: gioisco del sole, della tiepida aria primaverile, nel vedere che lei può andare a scuola e fare tutto quello che faceva prima.

Non tutto nella mia vita va come mi sarei augurata , ma se lei sta bene… se i miei figli stanno bene…

Io posso sopravvivere a qualsiasi dolore!

Prima o poi….. arriva (o se ne va)

 

A un passaggio a livello
lontano dal mondo
un giorno d’agosto assolato
un capostazione annoiato
vide a un finestrino
di un accelerato
una signora bruna
e più non lavorò
passava le serate
a guardare la luna
e i treni si scontravano
ma lui non li sentiva
prima o poi l’amore arriva

C’era un bancario
così serio, così serio
che non rideva mai
fuori orario
ma un giorno allo sportello
arrivò un giovanotto
indubbiamente bello
aveva un assegno da un milione
della Banca Popolare
e disse sorridendo
“me lo può cambiare?”
e lui cambiò l’assegno
e la sua vita intera
quella stessa sera
rubò la cassa e scappò via
via con lui a Bahia
e la gente parlava
ma chi la sentiva
e ballavano insieme
una samba giuliva
prima o poi l’amore arriva

C’era un politico
ladro e indifferente
non voleva bene a niente
neanche agli amici democristiani
neanche ai bambini
neanche a Fanfani
solo un pochino
lui si eccitava
se Nuccio Fava lo intervistava
ma a una seduta
molto affollata
vide una splendida deputata
le disse “amore,
dimmi di sì”
e lei “non posso
son del Pci”
e perse la testa
e come un ossesso
urlava “amore,
non è un problema
c’è il compromesso”
e Fanfani strillava
ma nessuno sentiva
e nel transatlantico
un sussurro saliva
e Andreotti dichiarò
alla stampa sportiva:
prima o poi l’amore arriva

C’era un bagnino
che non sapeva nuotare
ma era raccomandato
da uno zio piesseì deputato
stava lì sulla spiaggia
di Gabicce Mare
a pensare, a pensare
perché neanche la rana
riusciva a imparare
ma una bella tedesca
dai capelli biondi
urlò “aiuto, annego
entro trenta secondi”
e lui come un cefalo
si tuffò nel mare
perché in amore bisogna
saper galleggiare
la riportò a riva
e lei aprì gli occhi
e disse “mio eroe,
mio tritone, son viva

 la spiaggia in coro:
prima o poi l’amore arriva

E c’era un barbone
senza abitazione
aveva solo la televisione
mangiava le ghiande
come i maiali
però teneva novanta canali
ma una notte d’inverno
che nevicava
e Corrado in pelliccia
da Gstaad presentava
sentì che di freddo
e di stenti e di affanni
era ormai arrivato
alla fine dei programmi
ed ecco la vide
rosa e felice
e sorridente, l’annunciatrice
che gli annunciava
“i nostri programmi riprendon domani”
e urlò “sì, domani
mia splendida diva”
e il freddo e la fame
già più non sentiva
abbiamo trasmesso:
prima o poi l’amore arriva

C’era un supergenerale
di superpolizia
arrestava e sparava
per difendere, diceva,
la democrazia
se l’era rinchiusa
e portata via
ma un giorno in un blitz
in un covo sul mare
catturò una giovane
extraparlamentare
e personalmente
la volle interrogare
e alla fine lo videro
che piangeva
lei non lo voleva
e lui le diceva
“ma non senti il fascino
della divisa?”
“La divisa è un bijou”
lei rispondeva
“ma quello che fa schifo
è che ci sei dentro tu”
e lui fece tanti blitz
ma non era più lui
e non si divertiva
e ai suoi carabinieri
gridava “At-tenti
vigilare, in riga
sparategli a vista
è un’erba cattiva”
prima o poi l’amore arriva

E c’era un uomo
che voleva esser morto
perché nella vita
tutto gli era andato storto
scornacchiato, disoccupato
mangiò sei buste di talco borato
un chilo di Vim
duemila Rim
trecento fette di sottilette
e arrivò l’ambulanza
che già delirava
e già per spacciato
l’avevano dato
ed ecco la vide
e di colpo sentì
un brivido dentro
e all’istante guarì
com’era carina, la crocerossina
che con un sorriso
diceva “riposi, è ben fortunato
si è proprio salvato
stanotte ritorno
a provarle la febbre
che l’è tutto rosso
mi tolga la prego le mani di dosso”
ma quello già tutto
bruciar si sentiva
non era il febbrone
era proprio passione
e tutto il reparto
di urli riempiva
“dottore dottore
prima o poi l’amore arriva”

C’erano dei maniaci
luridi e laidi
che si eccitavano
guardando Heidi
e un giorno in un parco
dove facevano i porci
videro due gemelle
così belle, così belle
che in tre minuti finirono
le caramelle
e dissero basta
con le perversioni
si sposarono in chiesa
e per testimoni
i quattro bruti bruti di più
vestiti in cravatta
e impermeabile blu
e il prete diceva
“beato chi lascia
la vita lasciva
prima o poi l’amore arriva”

E c’erano uomini con un lavoro sicuro
e donne con le case ordinate
e una piazza dove le sere d’estate
ci si sdraiava insieme ad aspettare
e tutte le notti
un fantasma appariva
e in tutta la piazza tuonar si sentiva
“o voi che credete che indifferenti
e rassegnati invecchierete, contenti
che non c’è una bocca che vi può ferire
o una foto sul muro che non vi fa dormire
non c’è niente da fare
non si può scappare! guardate
è dietro! vi guarda goloso
chissà da quanto lui vi seguiva
vi prenderà! non c’è scampo!
vi ha preso! evviva! evviva!
prima o poi l’amore arriva”

Stefano Benni