Oggi….Sposo!

L’ultima persona che mi sarai aspetta di incrociare tra le pagine di cronaca…quasi rosa è lui…il mio idolo indiscusso, l’inossidabile Francesco Guccini.  Che nutra una predilezione nei suoi confronti si può evincere anche da questo blog,  qua e là ci sono le sue canzoni a fare da commento sonoro ai miei piccoli post. Ebbene il mio “omone tutto d’un pezzo”, il mio poeta anarchico, si era innamorato .. o meglio ascoltando “Vorrei” avevo  capito che  ” qualcosa” dietro ci doveva essere… E dietro c’era proprio lei, Raffaella Zuccari, l’ho scoperto oggi grazie alle pagine di Repubblica.  Sono sempre felice quando vedo che la vita conserva un cuore giovane a chi forse giovanissimo non lo è più…..Che altro aggiungere…? credo che la parola possa passare a Francesco e alla sua voce…

Vorrei

Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese,

camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’ aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scurie lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’ Appennino dove risuona
fra gli alberi un’ usata e semplice tramontanae lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’ oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’ infinitoe lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vita quotidiana…

 

Canzone Della Vita Quotidiana

Inizia presto all’ alba o tardi al pomeriggio,
ma in questo non c’è alcuna differenza,
le ore che hai davanti son le stesse, son tante,
stesso coraggio chiede l’ esistenza..

La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato
come il caffè che bevi appena alzato
e l’ acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni
e col bisogno annega la speranza
e mentre la dolcezza del sonno si allontana,
inizia la tua vita quotidiana…

E subito ti affanni in cose in cui non credi,
la testa piena di vacanze ed ozio
e non sono peggiori i mali dei rimedi,
la malattia è la noia del lavoro:

fatiche senza scopo, furiose e vane corse,
angosce senza un forse, senza un dopo,
un giorno dopo l’ altro il tuo deserto annuale,
con le oasi in ferragosto e per Natale,
ma anno dopo anno, li conti e sono tanti
quei giorni nella vita che hai davanti..

Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo,
risposte argute date sempre tardi,
saluti caldi d’ ansia, di noia o di disprezzo
o senza che s’ incrocino gli sguardi,

le usate confidenze di malattie o di sesso
dove ciascuno ascolta sol se stesso:
finzioni naturali in cui ci adoperiamo
per non sembrar di esser quel che siamo.
Consolati pensando che inizia e già è finita
questa che tutti i giorni è la tua vita…

Amori disperati, amori fatti in fretta,
consumati per rabbia o per dovere
che spengono in stanchezza con una sigaretta
i desideri nati in tante sere,

amori fatti in furia, ridicolo contrasto,
dopo quei film di fasto e di lussuria,
rivincita notturna dove, per esser vero,
l’ uno tradisce l’ altro col pensiero:
son questi che tu vedi, che vivi e che hai d’ attorno
gli amori della vita d’ ogni giorno…

Le tue paure assidue, le gioie solitarie,
i drammi che commuovon te soltanto,
le soluzioni ambigue, i compromessi vari,
glorie vantate poi di tanto in tanto,

i piccoli malanni sempre più numerosi,
più dolorosi col passar degli anni,
la lotta vuota e vana, patetico tentare
di rimandare un poco la vecchiaia…
E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito
che la vita quotidiana ti ha tradito…

RU486… libere di scegliere

Perchè a decidere della vita e delle scelte delle donne ci devono sempre essere stuoli di moralisti, quasi sempre maschi, il più delle volte sessualmente frustrati  che non potranno mai comprendere i sentimenti  e le ragioni che portano ad una scelta simile!

La pillola abortiva, segno di civiltà e di rispetto per la donna, diverrà l’ennesimo moneta di scambio per salvare il governo da una fine annunciata?

E’ ingiusto e barbaro costringere le donne a sottoporsi a sofferenze gratuite in nome di un presuntuoso moralismo!

Le donne del ventunesimo secolo hanno il diritto di scegliere  se diventare mamme o meno … ed hanno il diritto di farlo in perfetta autonomia e nella più assoluta tutela!

Ascolto: PICCOLA STORIA IGNOBILE di Guccini