Ex….

Leggo i giornali e mi trovo davanti ad un bollettino di guerra: ogni giorno una  donna muore per mano di un ex amore!!! 

Non mi spiego PERCHE’… quando un amore finisce… le donne  riescano, pur sopraffatte dal dolore, a controllarsi, ad esplorare il dolore, ad elaborarlo e, nei casi più fortunati ,a sublimarlo in qualcosa di bello e di grande…

L’uomo  come reagisce all’abbandono? UCCIDE!

Forse si finisce per  dimenticare l’amore…  si  ingigantisce il proprio orgoglio e  le  ferite di questo “orgoglio malato” trovano pace solo nel sangue!!!

Ci deve esssere un modo per interrompere questa assurda catena di violenza……..

I dubbi dell’amore…

I dubbi…..

Se una mattina io
mi accorgessi che con l’alba sei partito
con le tue valigie verso un’altra vita
riempirei di meraviglia la città
Ma forse dopo un po’
prenderei ad organizzarmi l’esistenza
mi convincerei che posso fare senza
chiamerei gli amici con curiosità
e me ne andrei da qua
Cambierei tutte le opinioni
e brucerei le foto
con nuove convinzioni
mi condizionerei
forse ringiovanirei
e comunque ne uscirei
non so quando (quando)
non so come
Ma se domani io
mi accorgessi che ci stiamo sopportando
e capissi che non stiamo più parlando
ti guardassi e non ti conoscessi più
io dipingerei di colori i muri
e stelle sul soffitto
ti direi le cose che non ho mai detto
che pericolo la quotidianità
e la tranquillità
Dove sei, come vivi dentro?
C’e’ sempre sentimento
nel tuo parlare piano
e nella tua mano
c’e’ la voglia di tenere
quella mano nella mia
Tu dormi e non pensare
ai dubbi dell’amore
ogni stupido timore e’ la prova che ti do
e rimango e ti cerco
non ti lascio più
non ti lascio più

Primavera

 

Primavera

Sarà un volto chiaro.
S’apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra….
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite
Le scale
le terrazze
le rondini
canteranno nel sole

C.Pavese

Vita quotidiana…

 

Canzone Della Vita Quotidiana

Inizia presto all’ alba o tardi al pomeriggio,
ma in questo non c’è alcuna differenza,
le ore che hai davanti son le stesse, son tante,
stesso coraggio chiede l’ esistenza..

La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato
come il caffè che bevi appena alzato
e l’ acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni
e col bisogno annega la speranza
e mentre la dolcezza del sonno si allontana,
inizia la tua vita quotidiana…

E subito ti affanni in cose in cui non credi,
la testa piena di vacanze ed ozio
e non sono peggiori i mali dei rimedi,
la malattia è la noia del lavoro:

fatiche senza scopo, furiose e vane corse,
angosce senza un forse, senza un dopo,
un giorno dopo l’ altro il tuo deserto annuale,
con le oasi in ferragosto e per Natale,
ma anno dopo anno, li conti e sono tanti
quei giorni nella vita che hai davanti..

Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo,
risposte argute date sempre tardi,
saluti caldi d’ ansia, di noia o di disprezzo
o senza che s’ incrocino gli sguardi,

le usate confidenze di malattie o di sesso
dove ciascuno ascolta sol se stesso:
finzioni naturali in cui ci adoperiamo
per non sembrar di esser quel che siamo.
Consolati pensando che inizia e già è finita
questa che tutti i giorni è la tua vita…

Amori disperati, amori fatti in fretta,
consumati per rabbia o per dovere
che spengono in stanchezza con una sigaretta
i desideri nati in tante sere,

amori fatti in furia, ridicolo contrasto,
dopo quei film di fasto e di lussuria,
rivincita notturna dove, per esser vero,
l’ uno tradisce l’ altro col pensiero:
son questi che tu vedi, che vivi e che hai d’ attorno
gli amori della vita d’ ogni giorno…

Le tue paure assidue, le gioie solitarie,
i drammi che commuovon te soltanto,
le soluzioni ambigue, i compromessi vari,
glorie vantate poi di tanto in tanto,

i piccoli malanni sempre più numerosi,
più dolorosi col passar degli anni,
la lotta vuota e vana, patetico tentare
di rimandare un poco la vecchiaia…
E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito
che la vita quotidiana ti ha tradito…

RU486… libere di scegliere

Perchè a decidere della vita e delle scelte delle donne ci devono sempre essere stuoli di moralisti, quasi sempre maschi, il più delle volte sessualmente frustrati  che non potranno mai comprendere i sentimenti  e le ragioni che portano ad una scelta simile!

La pillola abortiva, segno di civiltà e di rispetto per la donna, diverrà l’ennesimo moneta di scambio per salvare il governo da una fine annunciata?

E’ ingiusto e barbaro costringere le donne a sottoporsi a sofferenze gratuite in nome di un presuntuoso moralismo!

Le donne del ventunesimo secolo hanno il diritto di scegliere  se diventare mamme o meno … ed hanno il diritto di farlo in perfetta autonomia e nella più assoluta tutela!

Ascolto: PICCOLA STORIA IGNOBILE di Guccini

Inverno…

Inverno

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell’ombra incerta di un divenire
dove anche l’alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l’amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l’inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti 

 

Ti aspetto qui…. quando ti va…

C’è un solo vaso di gerani
dove si ferma il treno,
e un unico lampione,
che si spegne se lo guardi,
e il più delle volte
non c’è ad aspettarti nessuno,
perché è sempre
troppo presto o troppo tardi.

“Non scendere”, mi dici,
continua con me questo viaggio
e così sono lieto di apprendere
che hai fatto il cielo
e milioni di stelle inutili
come un messaggio,
per dimostrarmi che esisti,
che ci sei davvero.

Ma vedi, il problema non è
che tu sia o non ci sia
il problema è la mia vita
quando non sarà più la mia,
confusa in un abbraccio
senza fine,
persa nella luce tua, sublime,
per ringraziarti
non so di cosa e perché.

Lasciami
questo sogno disperato
d’esser uomo,
lasciami
quest’orgoglio smisurato
di esser solo un uomo;
perdonami, Signore,
ma io scendo qua,
alla stazione di Zima.

Alla stazione di Zima
qualche volta c’è il sole
e allora usciamo tutti a guardarlo
e a tutti viene in mente
che cantiamo la stessa canzone
con altre parole
e che ci facciamo male
perché non ci capiamo niente.

E il tempo non s’innamora due volte
di uno stesso uomo
abbiamo la consistenza lieve delle foglie,
ma ci teniamo la notte per mano
stretti fino all’abbandono,
per non morire da soli
quando il vento ci coglie.

Perché vedi, l’importante non è
che tu ci sia o non ci sia:
l’importante è la mia vita
finché sarà la mia.
Con te, Signore
è tutto così grande,
così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me.

Guardami,
io so amare soltanto come un uomo
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono…
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va,
alla stazione di Zima.

(La stazione di Zima – Vecchioni – Pareti)

Butterfly

Un bel dì vedremo Madama Butterfly

Un bel dì, vedremo
levarsi un fil di fumo
sull’estremo confin del mare.
E poi la nave appare.
Poi la nave bianca
entra nel porto,
romba Il suo saluto.
[…]
Vedi? È venuto!
Io non gli scendo incontro. Io no.
Mi metto là sul ciglio del colle e aspetto,
E aspetto gran tempo
E non mi pesa,
La lunga attesa.

E uscito Dalla folla cittadina,
Un uomo, un picciol punto
s’avvia per la collina.
Chi sarà? chi sarà?
E come sarà Giunto
Che dirà? Che dirà?
Chiamerà Butterfly Dalla lontana.
Io senza dar risposta
me ne starò nascosta
Un po ‘per celia
E un po ‘per non morire
al primo incontro;
Egli ed alquanto in pena
chiamerà, chiamerà:
“Piccina Tante,
olezzo di verbena ”
I nomi che mi dava al Suo venire.

Tutto questo avverrà,
te lo prometto.
Tienti la tua paura,
io con sicura fede l’aspetto.

Butterfly2006_81