Fu un….Perfect day

Fu tutto perfetto!!! Come posso dimenticare…

Ho fame dalla tua bocca

Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l’alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell’aitante volto,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.

P. Neruda

 

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Il museo dell’innocenza….

“…Baciarsi per noi non era più, come durante i nostri primi incontri, solo qualcosa di eccitante a cui ci abbandonavamo per conoscerci e per sperimentare i nostri corpi, per esprimere l’attrazione reciproca che provavamo, ma era un gesto che facevamo per il nostro piacere, per il piacere che ci regalava in sè, e di cui, un bacio dietro l’altro, scoprivamo con meraviglia la sua vera essenza. Per la prima volta nelle nostre vite capivamo che ogni bacio, oltre alle nostre bocche bagnate, alle nostre lingue, entrava in gioco qualcos’altro: i nostri ricordi. Così, ogni volta che la baciavo, prima baciavo lei, poi il ricordo di lei, poi aprivo gli occhi per un istante, li richiudevo e di nuovo baciavo lei ed il ricordo di lei…. ”

“Questi primi baci, il rito dell’amore che lentamente si sarebbe sviluppato tra noi, i suoi  particolari, mi svelarono i primi indizi di un’inedita intimità e di una felicità nuova anche per me. Era lo schiudersi di una porta del paradiso, una condizione che in questa vita si raggiunge raramente. I nostri baci sembravano iniziarci non solo al piacere carnale e a un crescente desiderio sessuale, ma ci  conducevano in una dimensione temporale sconfinata, che si estendeva ben al di là dei pomeriggi di primavera che stavamo vivendo”.( pag 50-51)

Orhan Pamuk

Adriana Calcanhotto — Devolva-me – Clipe Oficial