Scarpette rosse…

Non ho avuto tempo prima….. arrivo in ritardo sul giorno della memoria ma nella mostra allestita a scuola di mia figlia ho letto questa poesia… e non posso non riportarla qui…. Quanto ho pianto  in questi giorni…. non c’è nulla da fare… non mi abituo ad un simile strazio!!!


C’è un paio di scarpette rosse

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald.

Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.
C’è un paio di scarpette rosse,
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo.
Chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare;
si sa come piangono i bambini.

Anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono .
C’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole…

JOYCE LUSSU

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Acida…….

Davvero così non voglio diventare…..

L’anno scorso lessi un bellissimo articolo di Alberoni ( https://incognita2.wordpress.com/2010/05/29/amore-e-bellezza/)che riportai qui sul blog, nel quale si evidenziava come l’amore, l’innamoramento  ci apre il cuore, ci rende più attenti e sensibili alle bellezze del mondo. Era che il mio cuore si è strasformato una pietruzza smozzicata dal tempo, spero e mi auguro di non trasformarmi in una strega acida.

Purtroppo succede… l’ho riscontrato personalmente nei miei rapporti d’amicizia: un amore finito fa emergere il peggio di te!

Intuisco le dinamiche che stanno dietro a questo orribile reazione, comprendo la delusione, l’amarezza, l0 sforzo per convogliare le poche energie vitali nel “darsi un tono”… Ma poi mi dico:”perchè gli altri devono pagare per le nostre sofferenze?”

Spero di farcela ad essere quella di sempre… L’amica magari un po’ assillante ma sempre pronta ad ascoltare, a dare un consiglio anche quando sa benissimo che non verrà  mai messo in pratica… La persona sulla quale puoi sempre far conto; Colei che è  felice per le gioie altrui, che ignora e non vorrà mai scoprire il significato della parola “ invidia”.

E davvero raccapricciante sentire quel ghigno di soddisfazione… sfuggire al tuo interlocutore quando racconti le tue disavventure… Ti ferisce veramente “troppo” sentirti evidenziare solo gli aspetti negativi delle tue vicissitudini…

No … Acida non voglio davvero diventare!!!