Amore e bellezza…

L’amore apre occhi e cuore sulla bellezza del mondo

 

L’amore apre occhi e cuore sulla bellezza del mondo

Per quasi tutti l’esperienza della bellezza, della rivelazione della bellezza avviene solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. È quello che provano la madre o il padre quando hanno i bambini piccoli. Allora ogni giorno, ogni volta che li guardano restano stupiti e commossi dalla straordinaria grazia dei loro corpi, dei loro gesti, dei loro sguardi. È una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro in te. Ma lo stesso capita quando sei innamorato e osservi incantato il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e sei grato che ti sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio.

Ma l’amore ci rende capaci di vedere anche la bellezza del mondo che ci circonda. Qualcuno dice che è una illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo invece si potenzino le nostre capacità di vedere e di sentire. La mamma che gioca felice con il suo bambino percepisce con maggior intensità il colore dei suoi giocattoli, sente più distintamente il cinguettio degli uccelli. E quando fai un viaggio con la persona di cui sei innamorato scopri, come una rivelazione, la stupefacente bellezza delle case della città che visiti, l’incanto delle scogliere che precipitano sul mare, l’incendio di un tramonto o la sublime poesia di una cattedrale, di un chiostro che non avresti mai guardato. E tutto si moltiplica se ne parli, se condividi questi pensieri e queste emozioni col tuo amato.

E, quando cogliamo la bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte da soli, abbiamo una esperienza che è in qualche modo affine al rapimento amoroso. In quell’istante è come se cadessero le barriere che ci isolano dal mondo e l’essenza dell’oggetto irrompe, si impossessa di noi. Come nell’amore quando entriamo in contatto diretto con la natura profonda dell’altro, ne cogliamo l’incredibile, stupefacente unicità.

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Non c’è da meravigliarci perciò se l’amore ci conduce a vedere la bellezza. Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in rapporto diretto con la realtà. Avviene l’opposto se invece siamo chiusi in noi stessi, tristi, rancorosi, diffidenti, perché quando il nostro cuore è chiuso, sono chiusi anche i nostri occhi. E possiamo passare davanti alle più stupefacenti meraviglie naturali, alle più sublimi opere d’arte senza vedere, senza sentire.

Francesco Alberoni
24 maggio 2010 Corriere della Sera

Ho trovato questo articolo così vero da sentire il bisogno di riportarlo integralmente…

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Il profumo dell’acacia…

 

Il tepore dell’aria di queste serate è pervaso del profumo, dolce e delicato dell’ acacia che, trasforma il luogo in cui abito, in un posto delizioso, quasi magico. Prendo a prestito un frammento di questa poesia di Kipling per descriverne meglio sensazioni ed emozioni…

“Sono gli odori, più che suoni e visioni,

che ti spezzano le corde del cuore

danno fiato, a notte, a paurose voci

che bisbigliano: “Ritorna vecchio mio!”.

Dev’essere per questo che le cose grandi

passano, e le piccole rimangono, come

quel profumo di acacia lì nei pressi di Lichtenberg (…)”

“Lichtenberg” Kipling

Se tu mi dimentichi….


Voglio che tu sappia
Una cosa.
Tu sai com’è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l’impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se cio’ che esiste
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m’attendono.

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
“ Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata “

Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne né si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie. 

Pablo Neruda

Adoro Neruda… c’è sempre qualcosa che ti rimette in pace con il mondo nelle sue parole… e forse sto imparando  che anche il dolore è un sentimento da esplorare… non solo da rifiutare.

E lucevan le stelle…

E lucevan le stelle,
e olezzava la terra
stridea l’uscio dell’orto
e un passo sfiorava la rena.
Entrava ella fragrante,
mi cadea fra le braccia.
Oh! dolci baci, o languide carezze,
mentr’io fremente
le belle forme disciogliea dai veli!
Svanì per sempre il sogno mio d’amore.
L’ora è fuggita,
e muoio disperato!
E non ho amato mai tanto la vita!

Musica e parole che mi riportano alla memoria momenti magici ed incancellabili… che nostalgia.

I dubbi dell’amore…

I dubbi…..

Se una mattina io
mi accorgessi che con l’alba sei partito
con le tue valigie verso un’altra vita
riempirei di meraviglia la città
Ma forse dopo un po’
prenderei ad organizzarmi l’esistenza
mi convincerei che posso fare senza
chiamerei gli amici con curiosità
e me ne andrei da qua
Cambierei tutte le opinioni
e brucerei le foto
con nuove convinzioni
mi condizionerei
forse ringiovanirei
e comunque ne uscirei
non so quando (quando)
non so come
Ma se domani io
mi accorgessi che ci stiamo sopportando
e capissi che non stiamo più parlando
ti guardassi e non ti conoscessi più
io dipingerei di colori i muri
e stelle sul soffitto
ti direi le cose che non ho mai detto
che pericolo la quotidianità
e la tranquillità
Dove sei, come vivi dentro?
C’e’ sempre sentimento
nel tuo parlare piano
e nella tua mano
c’e’ la voglia di tenere
quella mano nella mia
Tu dormi e non pensare
ai dubbi dell’amore
ogni stupido timore e’ la prova che ti do
e rimango e ti cerco
non ti lascio più
non ti lascio più

In vino veritas

“Io  il mistero dell’amore non l’ho mai capito…/…. ne bacio una e voglio bene a un’altra…/…. nello stringere e fingere mi  prende una specie di dolore, / una puttana di pensieri, un cane che sbava, /la voglia  di scappare, una troia di tormenti… Lo dice in dialetto milanese (questa è la traduzione) una delle “Voci da osteria” del poeta Franco Loi. Ah, voce della verità! Perchè i pensieri Non sono mai fedeli, e di questo dovrebbero avvisarti fin da bambino. Dovrebbero cioè spiegarti che i comportamenti sono imbrogliati ma i pensieri sono liberi. Altrimenti finisci per crescere coltivando un’ansia di verità assoluta, di lealtà sentimentale che porta solo a delusioni e sofferenze. Magari esiste la fedeltà dei corpi, questo sì. E’ un ragionamento, un calcolo, una scelta a volte forzata e a volte libera. Ma i pensieri viaggiano per proprio conto, i pensieri commettono omicidi, picchiano, rubano, s’infatuano, s’incantano, si eccitano e poi si annoiano e tornano a commuoversi per le solite vecchie cose di sempre,  già conosciute e apprezzate. I pensieri di ognuno di noi fanno cose meravigliose ma anche turpi, eppure da quelli degli altri pretendiamo la lealtà che i nostri non hanno. Un giorno bevendo un barolo di quelli definiti “da meditazione” mi sono improvvisamente resa conto di una cosa che nessuno dice: un tempo i matrimoni erano fatti per durare poco. Gli uomini morivano in guerra, le donne morivano di parto. A quarant’anni, o l’uno o l’altro se n’era già andato. C’erano molte vedove e molti vedovi. Oggi ci sono i separati. Meglio così, la fine di un amore è diventata meno cruenta. Perchè i fortunati che possono arrivare ben oltre gli ottant’anni  sono ormai così tanti, qui da noi, che se i matrimoni durassero diventerebbero infinitamente più lunghi di quanto previsto quando venne coniata la formula “finchè morte non vi separi”. Sono riflessioni radicali quelle che vengono in mente sorseggiando barolo: ci si rende conto – a un tratto – di quanto sia ipocrita, da parte nostra, da parte mia, illudersi che gli altri debbano essere migliori di noi stessi, e che i pensieri gli stiano incatenati, che non contengano anche loro,  come noi una ridda di voci da osteria. a volte il vino fa questi scherzi: anzichè annebbiare rende lucidi”

Camilla Baresani (Io donna)